Tutti gli articoli
    Ritenuta d’acconto 4 min di lettura

    Calcolo ritenuta d’acconto: esempi con lordo e netto

    Calcolo ritenuta d’acconto: esempi con lordo e netto Il calcolo della ritenuta d’acconto è uno dei passaggi più importanti quando emetti una ricevuta di prestazione occasionale. La ritenuta è pari…

    Calcoli automatici
    Invio via email
    A norma di legge
    Pronta in 60s
    Calcolo ritenuta d’acconto: esempi con lordo e netto
    Introduzione

    Il calcolo della ritenuta d’acconto è uno dei passaggi più importanti quando emetti una ricevuta di prestazione occasionale. La ritenuta è pari al 20% del compenso lordo e viene trattenuta dal committente al momento del pagamento. Risultato: tu ricevi meno di quanto indicato in ricevuta, ma quella parte trattenuta viene versata all’Erario come acconto sulle tue future imposte.

    Capire esattamente come funziona il meccanismo — e soprattutto come passare dal lordo al netto e viceversa — ti evita brutte sorprese quando il cliente ti paga.


    Capitolo 01

    Come funziona la ritenuta d’acconto sulla prestazione occasionale

    La base normativa è l’art. 25 del DPR 600/1973. Chi eroga compensi per lavoro autonomo occasionale è obbligato ad applicare una ritenuta a titolo di acconto del 20% sull’importo lordo.

    Questa ritenuta non è una tassa definitiva: è un anticipo IRPEF. A fine anno, quando presenti la dichiarazione dei redditi (Modello 730 o Redditi PF), quella somma già versata viene scalata dalle imposte effettivamente dovute. Se hai pagato troppo, ottieni un rimborso. Se hai pagato poco, paghi la differenza.

    \p>Chi applica la ritenuta? Il committente (azienda, professionista con partita IVA, ente). Se il tuo cliente è un privato, nessuna ritenuta viene applicata e sei tu a dover gestire l’imposta in dichiarazione.


    Capitolo 02

    Calcolo ritenuta d’acconto: dal lordo al netto

    Questo è il caso più comune. Hai concordato un compenso lordo con il cliente e vuoi sapere quanto ti arriva in tasca.

    Formula

    Netto = Lordo × (1 – 0,20) = Lordo × 0,80

    Esempio pratico

    Voce Importo
    Compenso lordo concordato 1.000,00 €
    Ritenuta d’acconto (20%) 200,00 €
    Netto ricevuto 800,00 €

    Il committente ti paga 800 € e versa 200 € all’Agenzia delle Entrate entro il 16 del mese successivo al pagamento, tramite modello F24 con codice tributo 1040.


    Capitolo 03

    Come calcolare il lordo partendo dal netto

    A volte il ragionamento è inverso: vuoi che ti arrivino esattamente 800 € in mano. Quanto devi indicare in ricevuta come lordo?

    Formula

    Lordo = Netto ÷ 0,80

    Esempio pratico

    Voce Importo
    Netto desiderato 800,00 €
    Lordo da indicare in ricevuta 1.000,00 €
    Ritenuta d’acconto (20%) 200,00 €

    Attenzione: non dividere mai il netto per 0,20. È un errore frequente che porta a un risultato sbagliato (800 ÷ 0,20 = 4.000, che è ovviamente errato).


    Capitolo 04

    Ritenuta d’acconto con INPS e marca da bollo: esempio completo

    Nella realtà, una ricevuta di prestazione occasionale può contenere anche altri elementi: i contributi INPS alla gestione separata (se hai superato 5.000 € annui di compensi) e la marca da bollo da 2 € (se il compenso supera 77,47 €).

    Ecco un esempio completo con tutte le voci:

    Voce Calcolo Importo
    Compenso lordo — 1.000,00 €
    Contributi INPS (aliquota 2025: 35,03%) 1.000 × 35,03% × 1/3 116,77 €
    Imponibile ritenuta 1.000 + 116,77 1.116,77 €
    Ritenuta d’acconto (20%) 1.116,77 × 20% 223,35 €
    Marca da bollo — 2,00 €
    Netto da pagare 1.116,77 – 223,35 + 2,00 895,42 €

    La quota INPS a carico del prestatore è 1/3 dell’aliquota totale, mentre i restanti 2/3 sono a carico del committente. L’aliquota 2025 per chi non ha altra copertura previdenziale è del 35,03% (comprensiva dell’aliquota aggiuntiva dello 0,72%).

    Nota importante: la ritenuta d’acconto si calcola sull’imponibile comprensivo della quota INPS a carico del lavoratore, non solo sul compenso nudo.


    Capitolo 05

    Quando la ritenuta non si applica

    Ci sono alcune situazioni in cui la ritenuta d’acconto non va applicata:

    • Il committente è un privato cittadino (non esercita attività d’impresa o professionale)
    • Il compenso è corrisposto da soggetti non sostituti d’imposta
    • Si tratta di rimborsi spese documentati e non rientranti nel compenso

    In questi casi l’intera gestione fiscale ricade su di te in fase di dichiarazione dei redditi.


    Capitolo 06

    Gestisci il calcolo con Ricevuta Occasionale

    Con Ricevuta Occasionale non devi fare questi calcoli a mano: il software calcola automaticamente ritenuta d’acconto, INPS e marca da bollo in base ai dati che inserisci, genera il PDF professionale e ti avvisa quando ti avvicini alle soglie dei 5.000 € e dei 77,47 €. Prova il piano gratuito su ricevutaoccasionale.it e crea la tua prima ricevuta in meno di due minuti.


    Capitolo 07

    FAQ sul calcolo della ritenuta d’acconto

    La ritenuta d’acconto si calcola sempre sul compenso lordo?

    Sì, la ritenuta del 20% si applica sempre sull’importo lordo del compenso. Se nella ricevuta è presente anche la quota INPS a carico del lavoratore, la ritenuta si calcola sulla somma di compenso lordo più quota INPS, come previsto dalla prassi dell’Agenzia delle Entrate.

    Il cliente mi ha pagato senza applicare la ritenuta: cosa faccio?

    Se il committente è un sostituto d’imposta e ha dimenticato di applicare la ritenuta, sei tu a doverti rivalere su di lui. In alternativa, dichiari il reddito lordo in sede di dichiarazione fiscale e paghi tu l’IRPEF corrispondente. È consigliabile sempre regolarizzare con il committente.

    Posso recuperare la ritenuta d’acconto subita?

    Assolutamente sì. Le ritenute subite vengono indicate nella Certificazione Unica (CU) che il committente ti rilascia entro il 31 marzo dell’anno successivo. In dichiarazione dei redditi le porti in detrazione dall’IRPEF dovuta: se hai pagato troppo, ricevi un rimborso.

    Qual è la differenza tra ritenuta a titolo d’acconto e ritenuta a titolo d’imposta?

    La ritenuta a titolo d’acconto (quella del 20% sulla prestazione occasionale) è un anticipo IRPEF che viene conguagliato in dichiarazione. La ritenuta a titolo d’imposta è invece definitiva e non richiede successivi conguagli: si applica in casi specifici come vincite e premi.

    Se emetto più ricevute allo stesso cliente, la ritenuta si calcola su ogni singola ricevuta?

    Sì, la ritenuta del 20% si applica su ogni singolo compenso al momento del pagamento, indipendentemente dal numero di ricevute emesse allo stesso cliente. Non esiste una soglia minima per l’applicazione della ritenuta, a differenza della marca da bollo (77,47 €) e dei contributi INPS (5.000 €).

    Scegli il tuo percorso

    Una soluzione per ogni esigenza

    Sia che tu debba emettere una ricevuta occasionale, sia che tu gestisca decine di prestatori per i tuoi clienti.

    Sei un privato?

    Crea la tua ricevuta di prestazione occasionale in 60 secondi. Calcolo ritenuta e marca da bollo automatici, invio via email.

    • Gratis, senza carta
    • Pronta in 60 secondi
    • Archivio digitale
    Inizia gratis

    CAF, commercialisti & assistenti fiscali

    Gestisci decine di prestatori, emetti ricevute in batch e tieni archivio fiscale ordinato per ogni cliente. Piani da 50 a 200 prestatori.

    • Multi-prestatore
    • Export CSV & backup
    • Supporto prioritario